Gli avvenimenti

Circa un anno fa, in una chatroom internazionale, ho conosciuto Natascha, una ragazza olandese di 21 anni che mi ha subito colpito, a partire dal suo nickname: "Witchblood". Da allora abbiamo continuato a sentirci regolarmente e tra noi è nata una forte amicizia.

Quando ho visto per la prima volta in televisione "Batticuore" ho subito pensato che avrebbe potuto essere l'occasione giusta per incontrarci ma, sinceramente, non nutrivo grosse speranze che avrebbero scelto proprio noi (e non nascondo di aver sospettato più di una volta che alcuni dei partecipanti al programma fossero soltanto degli attori)... E, invece, il desiderio si è realizzato! Il 7 Marzo inviai, senza grande convinzione, una e-mail alla redazione e, trascorsa poco più di una settimana, ricevetti una telefonata che suonava circa così: "Gianfranco, ti piacerebbe incontrare Natascha?".

La mattina di Giovedì 22 Marzo ero a Torino per la registrazione del programma.

A dire la verità non ero del tutto sicuro che Natascha sarebbe venuta ad incontrarmi ma, fino a quando non mi sono trovato lì, seduto sul divano rosso al centro dello studio, con la Panicucci che diceva "Gianfranco, il tuo batticuore comincia ora...", confesso che non me ne sono quasi reso conto.

Giovedì è stato il giorno degli incontri e delle presentazioni ("Ehi tu, laggiù, come hai detto che ti chiamavi?!") nella sala azzurra degli studi Rai di Torino dove eravamo stati abbandonati e dove, via via che passavano le ore, andavano radunandosi i ragazzi che avevano invitato qualcuno in trasmissione. E' lì che ho conosciuto Massimo, Michele, Imma, Giovanni, Giada e Alessandro (in rigoroso ordine di apparizione...).

Per il resto la giornata di Giovedì è proseguita senza particolari colpi di scena, tra l'attesa di nuovi arrivi (non pervenuti), le interviste con gli autori (due iene), un frugale pasto alla mensa Rai (no comment) e, nel mio caso, un tristissimo tentativo di farmi girare un video-clip di presentazione alla mia storia. Inutile dire che ha sortito risultati semplicemente pietosi, sia perchè su Torino soffiava al momento un vento infernale che ha fatto sembrare l'intera registrazione il resoconto di un inviato di guerra in Afghanistan durante una tempesta di sabbia, sia, soprattutto, per merito della mia incredibile espressività (in una scena l'operatore mi ha fatto sedere su una panchina e la panchina mi ha seppellito con la sua mimica).

La giornata è terminata con l'arrivo in albergo nel tardo pomeriggio, una meritata doccia, un altrettanto meritato sonnellino e il trasferimento in massa per la cena al vicino ristorante "La Nuova Lampara" (Visita il sito www.lanuovalampara.it), riguardo al quale si rendono necessarie alcune brevi osservazioni:

Se questa è la "nuova" Lampara, sinceramente faccio fatica ad immaginare come potesse essere quella di prima...

Nei giorni seguenti (il Venerdì e la mattina del Sabato) diventò evidente che lo scopo primario dei nostri accompagnatori era quello di tenerci impegnati per tutto il giorno, in modo tale da poterci controllare e impedirci, allo stesso tempo, di gironzolare da soli per Torino alla disperata ricerca delle persone che avevamo invitato in trasmissione; e devo ammettere che questa strategia ha sortito i suoi effetti: solo alcuni prodi sono riusciti nell'impresa di incontrare gli altri prima della registrazione.

Nel frattempo si erano aggregati alla nostra compagnia anche Giuseppe, Laurenzia e Gianpietro (sempre in rigoroso ordine di apparizione...).

E arriviamo, così, a Sabato, primo giorno di registrazione: dopo la solita mattinata in "giro controllato" per Torino e il solito (sigh!) pranzo alla Nuova Lampara, "i fortunati vincitori" (Io, Michele, Giovanni, Giada, Laurenzia, Imma, Giuseppe e Alessandro) vengono finalmente condotti negli studi Rai (Massimo, Mila e Giampietro avrebbero registrato il giorno seguente). Qui siamo letteralmente rinchiusi in uno spogliatoio-bunker e veniamo affidati alle amorevoli cure della costumista, dei truccatori e dei parrucchieri che, alla fine e dopo lunghi sforzi, riescono nell'impresa di farci apparire più o meno brutti come siamo (a volte anche un po' di più...).

Della registrazione vi dirò solamente che è iniziata alle 19,30 circa, si è conclusa all'1 inoltrata e che io ho avuto l'onore di essere l'ultimo ad entrare in studio. L'attesa, però, è stata ampiamante ricompensata: Natascha era lì e ci siamo potuti incontrare; solo questo importa.

Purtroppo lei è dovuta ripartire la mattina seguente e abbiamo avuto veramente poco tempo da trascorrere insieme, ma mi è bastato per capire che è la stessa splendida persona che ho conosciuto in rete e che desidero che la nostra amicizia duri ancora a lungo.

Per concludere devo ammettere che questa è stata per me un'esperienza straordinaria e indimenticabile; devo anche ammettere, però, che mi è quasi dispiaciuto che sia giunto il giorno della registrazione; è vero: quella sera ho incontrato Natascha ed era quello il motivo per cui ero lì. Ma sapevo che, poi, mi sarebbero mancati gli amici di quei giorni, quell'atmosfera di festa e divertimento che c'era sempre tra noi, insomma, quella sensazione incredibile che ti fa sentire parte di un gruppo, il nostro gruppo: "Quelli di Batticuore!".


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